venerdì 21 agosto 2026

"Il Cileno" di Sergio Castro San Martín - Locarno 79

Foto e testo: © Michele Gavazza 2026

 

Presentato in anteprima mondiale al 79° Locarno Film Festival nella prestigiosa cornice di Piazza Grande, "Il Cileno", diretto da Sergio Castro-San Martín, è un’opera intensa che unisce il dramma intimo della memoria al ritratto storico dei conflitti politici degli anni Settanta. Frutto di una coproduzione tra Italia, Cile e Svizzera, il film racconta l'esilio e il trauma collettivo attraverso una prospettiva personale ed evocativa.



La trama, liberamente ispirata alla vicenda reale di Aldo Marín, segue un giovane militante socialista ed esperto in esplosivi che, nel 1976, scappa dal regime di Pinochet dopo le proteste dei minatori in Cile. Rifugiatosi a Torino durante gli anni di Piombo, Aldo (interpretato da Camilo Arancibia) cerca di integrarsi e ricostruire la propria vita, schiacciato dal peso dello sradicamento e dai fantasmi della patria. La sua routine quotidiana cambia drasticamente quando incontra Luciana (Sara Serraiocco), una dottoressa legata agli ambienti anarchici che pratica aborti clandestini. Luciana gli prospetta la possibilità di ricongiungersi con la propria famiglia in cambio del suo talento nell'arte di fabbricare bombe, riaprendo così una ferita profonda tra la ricerca della pace e il richiamo della lotta ideologica.




Tra i principali elementi di forza dell'opera spiccano la regia e la scrittura, curate dallo stesso Castro-San Martín insieme a Simona Nobile. Il regista adotta uno stile essenziale e rigoroso, con una macchina da presa che resta costantemente vicina ai volti e ai silenzi dei protagonisti. La prova recitativa di Camilo Arancibia offre un'interpretazione trattenuta e sofferta, supportata da un solido cast che include Sara Serraiocco, Gaetano Bruno e Lorenzo Richelmy. Anche il comparto tecnico gioca un ruolo cruciale: le musiche di Zeno Gabaglio e la fotografia d'atmosfera riflettono efficacemente il senso di isolamento, mentre la cura sonora restituisce la tensione costante vissuta dall'esule.





Sul fronte delle criticità, la narrazione adotta un ritmo deliberatamente denso e sospeso che può mettere alla prova chi cerca una struttura drammatica più convenzionale. Inoltre, alcune dinamiche dei personaggi secondari rimangono accennate sullo sfondo per dare priorità all'esplorazione psicologica del protagonista. In conclusione, "Il Cileno" si rivela un lavoro maturo sul tema della memoria storica, dell'identità e dell'impossibilità di recidere del tutto il legame con la propria terra. Un'opera toccante che si inserisce perfettamente nella tradizione di Locarno nel far emergere narrazioni capaci di interrogarci sul presente.

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